Facebook

Home Blog categoria Le incertezze della par condicio

Primo Piano

PDF Stampa E-mail

Torna in primo piano la Par Condicio


Con l'imminente arivo delle elezioni amministrative del 15/16 Maggio torna alla ribalta l'annosa questione della par condicio e di riflesso la questione su tutti i programmi e talk show che si occupano di questioni di politica

Il 16 Marzo è stata trasmessa dall'Autorità Garante delle Comunicazioni, la bozza di regolamento per le tv private. L'agcom a detta di Calabrò "rispetterà comunque i termini di legge" e che ‘non c’e’ l’obbligo per l’Autorita’ di estendere la normativa varata dalla Vigilanza’. Una dichiarazione di autonomia riferita proprio all’eventuale stop dei talk show. Lo scorso anno il Tar bocciò quel regolamento e richiamo’ alla sentenza della Corte Costituzionale che distingueva i programmi di informazione da quelli di comunicazione politica. Dice ancora Calbrò: "Noi ci sentiamo vincolati alla pronuncia del Tar che ha rinviato la materia alla sentenza della Corte Costituzionale del 2002, nella quale si distinguono i programmi di comunicazione politica da quelli di informazione". La vera questione a questo punto è fare ben chiarezza su cosa si intende per programmi d'informazione e per programmi di comunicazione politica. I tempi in realtà sono molto ristretti e sarà difficile avere risposte definitive e chiare entro le prossime elezioni amministrative. Si crerà la solita confusione sulla materia con polemiche infinite? Lo vedremo presto!

La sentenza del Tar a cui Calabrò si riferisce è relativa allo scorso anno. Il TAR del Lazio accolse le richieste di Sky e Telecom Italia Media, sospendendo di fatto il regolamento varato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sulla par condicio in vista delle Regionali. Fu giudicato troppo vincolante e stringente per i talk show e da qui inizio la saga della cosidetta “norma bavaglio” che di fatto fu bloccata.

Era in particolar modo l’articolo 6 comma 2, regolamento Agcom per le Regionali 2010 che recitava così:
“Nel periodo di vigenza della presente delibera, tenuto conto del servizio di interesse generale dell’attività di informazione radiotelevisiva, i notiziari diffusi dalle emittenti televisive e radiofoniche nazionali e tutti gli altri programmi a contenuto informativo, riconducibili alla responsabilità di specifiche testate giornalistiche registrate ai sensi di legge, si conformano con particolare rigore ai principi di tutela del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, dell’obiettività e dell’apertura alle diverse forze politiche, nonchè al fine di garantire l’osservanza dei predetti principi, allo specifico criterio della parità di trattamento tra i soggetti e le diverse forze politiche individuate ai sensi dell’art. 2, comma 1, del presente regolamento”.